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Festival -
Italiano
La
Roma Philharmonic Orchestra è una compagine di recente formazione
(costituitasi nel 1999), dove confluiscono, di volta in volta, elementi
delle orchestre romane: dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
dell’Orchestra dell’Opera di Roma, della Regionale di Roma e del
Lazio, dell’Orchestra dell’Accademia dei Concordi. Riunisce quindi
musicisti provenienti da varie esperienze professionali maturate
sia in qualità di solisti che di cameristi, o anche di soli orchestrali
i quali, nonostante non possano svolgere con assiduità un lavoro
d’insieme, vantano egualmente una profonda intesa che consente loro
di cimentarsi in esecuzioni di alto livello musicale, che spaziano
dal repertorio classico-romantico a brani di più recente scrittura.
L’orchestra, nonostante la giovane età, vanta un repertorio vasto
ed eterogeneo che include brani musicali di difficile e rara esecuzione:
opera, balletto, cantate, oratori, ma soprattutto si distingue per
la particolare attenzione che presta, anche attraverso registrazioni
ed esecuzioni in prima assoluta, ad opere di autori contemporanei.
L’intento è quello di contribuire alla conoscenza ed alla diffusione
della musica colta, fornendone un panorama più ampio possibile,
soprattutto di quella contemporanea, anche mediante la rivalutazione
di aspetti desueti della produzione musicale del secolo appena conclusosi,
produzione ricca e variegata che si pone come ideale punto di congiunzione
tra il vecchio ed il nuovo, frutto di fermenti e stimoli diversi
e, spesso, contraddittori. Secolo che ha visto all’opera moltissimi
autori in gran parte poco conosciuti che meriterebbero maggiore
considerazione e più frequenti esecuzioni delle loro composizioni.
Per questi motivi nei programmi proposti dalla Roma Philharmonic
Orchestra compaiono sempre prime esecuzioni, soprattutto di giovani
compositori, e brani meno noti del repertorio classico consolidato.
L’orchestra collabora con Associazioni musicali, Teatri e Festival
e, dal 2007, è diventata l’orchestra stabile del Symphonia Festival.
Altra
attività che contraddistingue la Roma Philharmonic Orchestra è quella
delle lezioni-concerto e la guida all’ascolto delle opere proposte:
apprezzare una sinfonia non significa penetrarne il significato
o conoscerne la struttura. E tanto più ci allontaniamo dal classicismo
e dai periodi culturali precedenti, tanto più difficile diventa
la comprensione del messaggio artistico. Le innumerevoli vie perseguite
dallo sperimentalismo delle avanguardie musicali del Novecento,
che hanno tentato di infrangere gli schemi precostituiti dall’accademismo
formale cercando di modificare l’organizzazione razionale della
materia sonora, hanno portato ad una frattura profonda e insanabile
con il grande pubblico, che è sempre meno disponibile ad accettare
la produzione contemporanea, salvo che essa sia interpretabile in
qualche modo come il prolungamento della tradizione. La conseguenza
di tale incomprensione, di cui è oggetto il musicista moderno, non
solo lo ha relegato e portato al progressivo isolamento dai normali
circuiti musicali, ma, in ultima analisi, lo ha portato ad estremizzare
ancor più il linguaggio di cui egli stesso denuncia la crisi, con
ulteriori effetti negativi sul pubblico.
Direttore stabile dell’orchestra è il M° Stefano Trasimeni che ne
è stato il vero promotore, il quale, con la competenza la passione
che lo contraddistinguono, la conduce, tra difficoltà oggettive
facilmente intuibili, nella esplorazione dei diversi aspetti della
musica colta, senza preclusioni relative all’epoca, alla forma,
alla difficoltà, allo stile, ricercando, nell’immensa miniera di
quanto prodotto finora, gemme musicali, vecchie o nuove, da valorizzare
o da far scoprire per la prima volta al pubblico.
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