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Corsi di perfezionamento in direzione d'orchestra

Vorrei sottolineare che i corsi programmati dall'Accademia per la propedeutica ed il perfezionamento della direzione d'orchestra non hanno certo la presunzione di sostituire il corso accademico istituito presso i Conservatori di Stato, vogliono semplicemente essere un complemento a chi ha già seguito e/o si è già diplomato in Direzione d'orchestra, ma anche un aiuto per chi ancora sta studiando ed una guida per tutti coloro che vogliono intraprendere questa difficile e complessa disciplina.

Il Corso di perfezionamento in direzione d'orchestra, è suddiviso in tre anni, preceduto da un corso di propedeutica destinato principalmente a coloro che vogliono iniziare e poi proseguire lo studio della disciplina, ma anche ai tutti quei musicisti (solisti, professori d'orchestra, …) che a vario titolo, vogliono approfondire e conoscere la teoria, la tecnica e soprattutto la difficile pratica della concertazione che un buon direttore deve possedere per un dialogo proficuo e costruttivo con l'orchestra.

Quando nel 2005 l'Accademia ha iniziato a programmare i primi corsi all'interno del cartellone del Symphonia Festival, prima a Sansepolcro la città di Piero della Francesca e poi a Roma si pensava che negli anni si sarebbe potuto arricchire e consolidare quanto intrapreso. Purtroppo le ben note vicende, legate alla "crisi internazionale" che hanno visto diminuire sensibilmente e in molti casi cancellare definitivamente gli aiuti al settore artistico-musicale, hanno penalizzato anche questa accademia che non solo ha dovuto cancellare il Symphonia Festival, di cui potete prendere ancora nota leggendo il programma dell'ultima edizione, ma di conseguenza anche i corsi di Alta Formazione per giovani Direttori che del festival utilizzava l'orchestra.
Questo ha comportato la necessità di trovare un'altra collocazione per i corsi, tenendo conto dei costi e della disponibilità di una orchestra professionista che potesse mettersi a completa disposizione dei "giovani direttori".

Al momento la disponibilità c'è arrivata dall'Orchestra di Stato Eminescu di Botosani, una città della Romania al confine con la Russia con la quale il sottoscritto ha già lavorato negli anni passati. Un'orchestra seria e professionale con la quale si potrà svolgere un buon lavoro di preparazione per tutti gli allievi che parteciperanno ai vari corsi.
Tutto questo ha comportato un sensibile aumento dei costi di organizzazione con la conseguenza di vedere lievitate anche la condizioni di partecipazione da parte degli aspiranti corsisti, ma al momento questa è l'unica opportunità che l'Accademia può offrire.
Di contro, bisogna tener in considerazione diversi fattori, ovvero che gli aspiranti corsisti non possono superare il numero sei allievi effettivi, che sin dal primo giorno si lavorerà con l'orchestra, che nella spesa complessiva sono compresi anche gli spostamenti aerei, il vitto e l'alloggio.

Vorrei chiudere con un augurio a tutti i giovani che con ostinazione e caparbietà intraprendono la carriera del musicista e che nonostante le innumerevoli difficoltà, non ultima quella economica (vivere di sola attività concertistica è ormai privilegio di pochi), continuano a studiare con vigore e passione pur sapendo di avere sempre meno possibilità di ingaggio da parte di enti, associazioni concertistiche, teatri e festival: voglio augurare a tutti loro di raggiungere la meta che si sono prefissati, ricordando quanto mio padre, che ha saputo educarmi all'amore per l'arte e per la musica, mi ricordava spesso, ovvero che le difficoltà sono il sale della vita e che anche se riteniamo di non aver raggiunto le mete previste o pensiamo che il nostro lavoro non sia stato sufficientemente riconosciuto, non dobbiamo arrenderci né esimerci dal continuare a studiare cercando di fare e dare il meglio di noi stessi, che per un interprete equivale a rendere l'interpretazione di un'opera il più aderente possibile al pensiero di colui che l'ha composta, ricordando sempre che il fare musica equivale ad un atto d'amore, perché suonare bene è importante, ma per trasmettere emozioni è necessario coniugare la mente con il cuore: ogni musicista, ma direi ogni artista, che si trova all'origine di un'opera d'arte sia esso l'autore, l'interprete, il docente, il discente ed in ultimo, ma non meno importante il pubblico, compie un gesto d'amore verso l'opera creata. Concludo ricordando un pensiero di Carlo Maria Giulini, che diceva "Quando prendiamo in mano una partitura dobbiamo essere persuasi che abbiamo a che fare con un genio. La musica, lei sì ma solo lei, va avanti. Insostituibili sono i Mozart e Beethoven; se mancassero loro, l'umanità sarebbe più povera, noi siamo solo bagaglio in transito. Solo quando il musicista guida un'esecuzione, in quell'attimo non è più consentito essere del tutto umili poiché dobbiamo avere (e dare) la sensazione che quella musica ci appartiene. Siamo una cosa sola con le note, le viviamo con ogni fibra del nostro essere, e il modo di realizzarla che chiediamo in quel momento all'orchestra è l'unico modo possibile".

Stefano Trasimeni

 

 

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